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Sera del 26 gennaio

2011 Sera del 26 gennaio. Domani è il giorno della memoria. Dopo domani sono quattro anni che mio padre mi ha lasciato. Nel mio notes ho una piccola foto del 72. Io avevo l’età di mia figlia,11 anni; mio padre la mia, 52 anni. Sulla Romea, dietro si intravede la mitica Prinz,la saponetta. Andavamo a Venezia. Ricordo pochissimo di quel viaggio con lui. Il tempo ha sepolto tutti i ricordi, rimane solo questo piccolo scatto. Mio padre già completamente stempiato,sorridente mi teneva sotto braccio. La guardo,miro la piccola data in nero sul margine bianco. 1972-2011 Una vita,una strada,un viaggio,un sorriso,un ricordo, un dolore lunghissimo al cuore. Contributo Sergio iezzi #sergioiezzi #contributi #fotografiascritta #poesia #prinz

Invito alla lettura R. Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia

«Ciò che la Fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta». La potenza dell’immagine fotografica è racchiusa in questo gioco di presenza e assenza: sappiamo che ciascun evento è irripetibile, eppure ci illudiamo di poterlo fissare in eterno nella cornice della rappresentazione.  Da queste riflessioni prende le mosse il saggio di Roland Barthes La camera chiara, una nota sulla fotografia che il celebre semiologo scrive pochi mesi prima di morire e che risulta un testo denso, in grado di parlare sia a profani, sia a un pubblico di esperti dell’arte di Nadar. Ciò è dovuto alla scelta dell’autore di staccarsi dal «linguaggio critico» per privilegiare la prospettiva autobiografica. Nella prima parte, Barthes si inventa una fenomenologia «vaga, disinvolta, addirittura cinica» che gli permette di muoversi a metà tra scienza e soggettività. Egli indaga la fotografia non come tema, bensì come «ferita», che si inscrive nella sfera dell’interiorità e dei sentimenti. Qu...